Maramao, il packaging e Stìven Segàl
Quello che riporto qui é il mio contributo ad un altro blog cui partecipo, di cui ometto volontariamente il link. Mi piace che questo posto stia diventando una vera e propria unità di backup di cio' che va salvato delle fesserie che scrivo in rete. Bello. E' il mio metablog.
Vediamo quanto tempo passa prima che mi freghino questa parola.
"E insomma.
Siamo al quinto blog in cui mi trovo a scrivere negli ultimi 15 giorni. O, meglio, un blog in cui appaio come autore. No, gli altri 4 non sono blog gestiti da me. Che stronzi che siete. No, vabbe’ dai, magari uno. Ma è piccolo piccolo, non conta. Non lo legge nessuno, io per primo, visto che ogni volta che ci vado e che comincio a leggerlo mi dico “Uff, che palle, questo scrive solo cose che so già”, e vado via. Una volta gli ho lasciato pure un commento che recitava piu’ o meno così “Sei di una banalità imbarazzante e se nella tua libera professione risolvi i problemi cosi’ come fai con la tua vita, cazzo, a te manco il mio Meccano ti faccio toccare”. Bisogna essere duri, la gente tende a montarsi la testa solo perchè scrive due stronzate. Non ci si improvvisa scrittori cazzo. Bisogna averci il fisico. In caso contrario non scrivi e ti trovi qualunque altra cosa da fare, tipo avvitare e svitare lampadine col culo.
Ma veniamo a noi.
Ciascuno di noi ha una vita, giusto? La abbiamo ricevuta in regalo un certo numero di anni fa ed un regalo, si sa, non si rifiuta mai, che sennò si fa la figura dei maleducati. Nei primi 15 anni la vita è davvero un figata, un tripudio di belle sorprese, di scoperte come la politica, l’amore ma sopratutto l’autoerotismo. Ah, se le mie mutande potessero parlare. Tra una settimana lo faranno, penso, visto che adesso gia’ camminano da sole. Ma smettela di pensare alle mie mutande, che sono davvero pensieri sporchi, e tornate a concentrarvi su quello che provo a dire.
La vita, dicevo. All’inizio è una figata pazzesca. Un po’ come scartare un qualunque packaging Apple. E’ una esperienza quasi mistica aprire quelle scatole, perché hai la consapevolezza che dopo non riuscirai a riportarle allo stato originale, anche se nell’aprirle usassi dei sondini bisturidotati. Eppoi la magnificenza della macchina. Del suo sistema operativo. Tutto sembra essere perfetto, ti senti invincibile e pronto a tirare due testate atomiche sull’Iraq che ora fa tanto figo non appena finiscono la manutenzione del W.O.P.R. .
OsX è pieno di tantissime fighetterie che rendono unica l’esperienza su questo genere di macchine. Tutto sembra bello, tutto sembra pieno di sorprese, tutto sembra andare come deve andare, anzi meglio. MacOsX é troppo fregno, come direbbe uno dei miei coautori. Esattamente come la vita fino ai 15 anni, puoi bearti di usare il sistema operativo senza bisogno di manuali (che Apple non fornisce tra l’altro. Ci considera tutti 15 enni, bontà sua). Il mondo é nostro.
Poi pero’ cosa succede? Che nell’uso vengono fuori un sacco di difettuci che nel tempo inconsciamente ti allontanano sempre di più da quella sensazione di Nirvana infomatico iniziale. Difettucci cui difficilmente riesci a porre argine, considerata la mancanza di manuali. Ed ecco allora che inizi a chiedere in giro, ad andare alla disperata ricerca di hack, sgnack e crunch, di quel qualcosa che ti risolva le difficoltà incontrate per fare un uso un po’ più prosumer della tua attrezzatura. Qualcuno ci riesce, molti si arrendono e cominciano a far finta di nulla, trovano un bug od una applicazione che si chiude inaspettatamente e si girano dall’altra parte, masturbandosi con Expose’ o con una bella icona da 90. E quindi ecco cosa succede: che pian piano scopri che quella che pensavi fosse la scopata di tutte le scopate con la creatura perfetta, quella che non avresti mai piu’ lasciato negli anni a venire, si concretizza in una scopata con faccia sul cuscino della di lei faccia, coadiuvata dall’immaginarsi chi o cosa potrebbe essere ma che, purtroppo, non è.
La vita dopo i 15 anni insomma.
Perché dopo i 15 devi sviscerarle le cose, devi capire come funzionino, devi divenirne padrone, poiché inspiegabilmente non ti basta più una lampadina che si accende per stupirti. Si inizia a dare le cose banali per scontate, e si finisce col cercare il pelo nell’uovo, col perdersi nei meandri dei dettagli alla disperata ricerca di quell’orgasmino da 15enne. Si diventa insomma stronzi. Persone che dicono “ma cosa ci voleva a farlo? Io non capisco la miopia di certe aziende: cosa costava mettere due porte USB in piu’ sul MacMini?”. Ma questa, cari ammisci, é un’altra storia. Prendete il mio, “che schifo”, per buono.
Questo atteggiamento ci porta finalmente In Topic col titolo di questo mio primo post. La gente parla, consiglia, suggerisce, giudica, non si fa i cazzi suoi. E se non fai come dicono loro sei stronzo, non capisci nulla, sei ingenuo, bambino. Guardate che é una cosa splendida: quanto più uno ha una vita che non lo soddisfa tanto più esso si sente in diritto di consigliarti e di sputare sentenze. Esistono persone che non sono capaci di svoltare le loro vite ma che riescono a risolvere i *tuoi* problemi in 30 secondi netti. Insomma, capisco che é molto più facile analizzare un problema quando non sei parte del problema, pero’ porcaputtanaevadellamaialadeltegamedituma’ non vedo cosa ti autorizzi a fare la morale ed a ricamarci sopra.
Mah.
Prendiamo la morte del Papa. Anzi no, lasciamo stare, meglio di no, che poi penso a Stìven Segàl e mi imbruttisco per il non rispetto mascherato da diritto all’ironia sul credo altrui (che, curiosamente, é diverso dal proprio), sia questo religioso o no.
In conclusione: a volte sembra che le persone analizzando i fatti perdano di vista l’animo della persona con cui parlano. La vita non é analitica. Puoi analizzarla, difficilmente puoi capirla. Tutto quello che puoi fare é seguirla, *viverla* appunto. La cosa peggiore che puoi fare é giudicare la vita altrui con giudizi totali e sommari mettendo te stesso al centro di una vita altrui, costruita da un’altra persona. La cosa migliore é ascoltare una persona che ti parla di lei e delle sue sensazioni. In *silenzio*, perché non potrai mai capire fino in fondo e non ti basterà una vita per capire fino in fondo come funziono io e quindi del perché io abbia fatto questo o quello e, visto che tu non sei migliore di me manco per un cazzo (sei semplicemente diverso, o, come dire, “meno efficiente”), nel dubbio tra esprimere un giudizio mascherato da una opinione e star zitto, *ascolta*. E se proprio vuoi aiutarmi, fammi ridere, perché ci penso abbastanza da solo a fanculizzarmi, non ho bisogno del tuo aiuto.
Tipo, ora controllando i commenti sul mio piccolo blog ho trovato uno stronzo che mi dice, testualmente: “Sei di una banalità imbarazzante e se nella tua libera professione risolvi i problemi cosi’ come fai con la tua vita, cazzo, a te manco il mio Meccano ti faccio toccare”. Ma vaffanculo, ma chi ti crede di essere, pirla?
A rileggermi. "
Ciao stronzi.
Vediamo quanto tempo passa prima che mi freghino questa parola.
"E insomma.
Siamo al quinto blog in cui mi trovo a scrivere negli ultimi 15 giorni. O, meglio, un blog in cui appaio come autore. No, gli altri 4 non sono blog gestiti da me. Che stronzi che siete. No, vabbe’ dai, magari uno. Ma è piccolo piccolo, non conta. Non lo legge nessuno, io per primo, visto che ogni volta che ci vado e che comincio a leggerlo mi dico “Uff, che palle, questo scrive solo cose che so già”, e vado via. Una volta gli ho lasciato pure un commento che recitava piu’ o meno così “Sei di una banalità imbarazzante e se nella tua libera professione risolvi i problemi cosi’ come fai con la tua vita, cazzo, a te manco il mio Meccano ti faccio toccare”. Bisogna essere duri, la gente tende a montarsi la testa solo perchè scrive due stronzate. Non ci si improvvisa scrittori cazzo. Bisogna averci il fisico. In caso contrario non scrivi e ti trovi qualunque altra cosa da fare, tipo avvitare e svitare lampadine col culo.
Ma veniamo a noi.
Ciascuno di noi ha una vita, giusto? La abbiamo ricevuta in regalo un certo numero di anni fa ed un regalo, si sa, non si rifiuta mai, che sennò si fa la figura dei maleducati. Nei primi 15 anni la vita è davvero un figata, un tripudio di belle sorprese, di scoperte come la politica, l’amore ma sopratutto l’autoerotismo. Ah, se le mie mutande potessero parlare. Tra una settimana lo faranno, penso, visto che adesso gia’ camminano da sole. Ma smettela di pensare alle mie mutande, che sono davvero pensieri sporchi, e tornate a concentrarvi su quello che provo a dire.
La vita, dicevo. All’inizio è una figata pazzesca. Un po’ come scartare un qualunque packaging Apple. E’ una esperienza quasi mistica aprire quelle scatole, perché hai la consapevolezza che dopo non riuscirai a riportarle allo stato originale, anche se nell’aprirle usassi dei sondini bisturidotati. Eppoi la magnificenza della macchina. Del suo sistema operativo. Tutto sembra essere perfetto, ti senti invincibile e pronto a tirare due testate atomiche sull’Iraq che ora fa tanto figo non appena finiscono la manutenzione del W.O.P.R. .
OsX è pieno di tantissime fighetterie che rendono unica l’esperienza su questo genere di macchine. Tutto sembra bello, tutto sembra pieno di sorprese, tutto sembra andare come deve andare, anzi meglio. MacOsX é troppo fregno, come direbbe uno dei miei coautori. Esattamente come la vita fino ai 15 anni, puoi bearti di usare il sistema operativo senza bisogno di manuali (che Apple non fornisce tra l’altro. Ci considera tutti 15 enni, bontà sua). Il mondo é nostro.
Poi pero’ cosa succede? Che nell’uso vengono fuori un sacco di difettuci che nel tempo inconsciamente ti allontanano sempre di più da quella sensazione di Nirvana infomatico iniziale. Difettucci cui difficilmente riesci a porre argine, considerata la mancanza di manuali. Ed ecco allora che inizi a chiedere in giro, ad andare alla disperata ricerca di hack, sgnack e crunch, di quel qualcosa che ti risolva le difficoltà incontrate per fare un uso un po’ più prosumer della tua attrezzatura. Qualcuno ci riesce, molti si arrendono e cominciano a far finta di nulla, trovano un bug od una applicazione che si chiude inaspettatamente e si girano dall’altra parte, masturbandosi con Expose’ o con una bella icona da 90. E quindi ecco cosa succede: che pian piano scopri che quella che pensavi fosse la scopata di tutte le scopate con la creatura perfetta, quella che non avresti mai piu’ lasciato negli anni a venire, si concretizza in una scopata con faccia sul cuscino della di lei faccia, coadiuvata dall’immaginarsi chi o cosa potrebbe essere ma che, purtroppo, non è.
La vita dopo i 15 anni insomma.
Perché dopo i 15 devi sviscerarle le cose, devi capire come funzionino, devi divenirne padrone, poiché inspiegabilmente non ti basta più una lampadina che si accende per stupirti. Si inizia a dare le cose banali per scontate, e si finisce col cercare il pelo nell’uovo, col perdersi nei meandri dei dettagli alla disperata ricerca di quell’orgasmino da 15enne. Si diventa insomma stronzi. Persone che dicono “ma cosa ci voleva a farlo? Io non capisco la miopia di certe aziende: cosa costava mettere due porte USB in piu’ sul MacMini?”. Ma questa, cari ammisci, é un’altra storia. Prendete il mio, “che schifo”, per buono.
Questo atteggiamento ci porta finalmente In Topic col titolo di questo mio primo post. La gente parla, consiglia, suggerisce, giudica, non si fa i cazzi suoi. E se non fai come dicono loro sei stronzo, non capisci nulla, sei ingenuo, bambino. Guardate che é una cosa splendida: quanto più uno ha una vita che non lo soddisfa tanto più esso si sente in diritto di consigliarti e di sputare sentenze. Esistono persone che non sono capaci di svoltare le loro vite ma che riescono a risolvere i *tuoi* problemi in 30 secondi netti. Insomma, capisco che é molto più facile analizzare un problema quando non sei parte del problema, pero’ porcaputtanaevadellamaialadeltegamedituma’ non vedo cosa ti autorizzi a fare la morale ed a ricamarci sopra.
Mah.
Prendiamo la morte del Papa. Anzi no, lasciamo stare, meglio di no, che poi penso a Stìven Segàl e mi imbruttisco per il non rispetto mascherato da diritto all’ironia sul credo altrui (che, curiosamente, é diverso dal proprio), sia questo religioso o no.
In conclusione: a volte sembra che le persone analizzando i fatti perdano di vista l’animo della persona con cui parlano. La vita non é analitica. Puoi analizzarla, difficilmente puoi capirla. Tutto quello che puoi fare é seguirla, *viverla* appunto. La cosa peggiore che puoi fare é giudicare la vita altrui con giudizi totali e sommari mettendo te stesso al centro di una vita altrui, costruita da un’altra persona. La cosa migliore é ascoltare una persona che ti parla di lei e delle sue sensazioni. In *silenzio*, perché non potrai mai capire fino in fondo e non ti basterà una vita per capire fino in fondo come funziono io e quindi del perché io abbia fatto questo o quello e, visto che tu non sei migliore di me manco per un cazzo (sei semplicemente diverso, o, come dire, “meno efficiente”), nel dubbio tra esprimere un giudizio mascherato da una opinione e star zitto, *ascolta*. E se proprio vuoi aiutarmi, fammi ridere, perché ci penso abbastanza da solo a fanculizzarmi, non ho bisogno del tuo aiuto.
Tipo, ora controllando i commenti sul mio piccolo blog ho trovato uno stronzo che mi dice, testualmente: “Sei di una banalità imbarazzante e se nella tua libera professione risolvi i problemi cosi’ come fai con la tua vita, cazzo, a te manco il mio Meccano ti faccio toccare”. Ma vaffanculo, ma chi ti crede di essere, pirla?
A rileggermi. "
Ciao stronzi.


